La Nascita della "Rotonda" step by step
In Atelier: La Nascita della "Rotonda" tra Materia e Luce
Oggi voglio condividere con voi il processo creativo dietro la mia ultima fatica: un’interpretazione della Villa Capra, detta "La Rotonda". L’obiettivo non era la copia fotografica, ma la ricerca della solidità architettonica fusa con vibrazioni di colore post-impressionista.
1. La Campitura e il Disegno
Tutto inizia con una campitura in Terra di Siena Naturale, stesa su tutta la superficie, bordi compresi. Questa scelta è fondamentale per dare una base calda e organica al dipinto. Sopra questa preparazione ho tracciato i volumi principali: la cupola, i porticati e la scalinata, cercando subito il "peso" dell'edificio sulla collina.
2. Il Cielo Drammatico
Il cielo è una danza di contrasti. Per le zone luminose e le nubi ho miscelato:Bianco di Titanio e Blu Reale.
Carminio, Blu Oltremare e una punta di Terra di Siena Naturale per ottenere quei viola profondi e terrosi che caricano l'atmosfera di energia.
3.L'Architettura e i Tetti
Per i tetti ho cercato un tono rosso intenso che potesse dialogare con il cielo. Per le facciate ho lavorato con bianchi e ocre, lasciando che la Terra di Siena sottostante trasparisse nei punti d'ombra per dare quella sensazione di muro antico scaldato dal sole.
4. Il Primo Piano: Miscelature e Solidità delle Mura
Qui è dove il mio stile si fa più deciso e materico. Per dare corpo al basamento e al terreno ho lavorato con:Le Mura: Un mix di Terra di Siena, Blu Oltremare e l'innesto fondamentale del Bruno Van Dyck. Questo colore permette di ottenere ombre profonde e calde, dando un senso di stabilità e antichità alla pietra.
Luce e Riflessi: Ho inserito tocchi rapidi di Azzurro Reale e Rosso Veneziano. Quest'ultimo crea un legame cromatico fortissimo con i toni caldi della Villa, garantendo una solidità visibile anche da grande distanza.
5. Gli Alberi: Le Quinte Finali
Infine, ho "scolpito" i cipressi e la vegetazione laterale. Per i cipressi ho usato un verde scurissimo, Bruno Van Dyck e Blu Oltremare, una miscela profonda per dare verticalità. Qualche colpo di luce laterale ha definito i volumi finali, chiudendo la composizione.
Il risultato? Da lontano il quadro appare solidissimo, con l'architettura che domina la scena. Da vicino, è un’esplosione di pennellate materiche e stratificazioni di colore.
Conclusioni
Questa "Rotonda" rappresenta per me un traguardo nella ricerca della sintesi post-impressionista. Vedere come masse di colore così diverse tra loro – dal freddo del Blu Reale al calore profondo del Bruno Van Dyck – riescano a convivere e a restituire una struttura così solida è la magia della pittura.







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