Il cane Tabacchino e la satira che fece tremare Venezia nel 1792
Il 27 aprile 1792, a Venezia , in una caffetteria della Corte del Cafetier, muore un cane. Si chiamava Tabacchino . Un fatto minimo, quasi invisibile. Di quelli che succedono ogni giorno e non lasciano traccia. E invece qualcuno decide che quella morte merita memoria. Lo scrittore veneziano Vincenzo Formaleoni , sotto lo pseudonimo Oncefalo Cinoglosa, scrive un opuscolo. Non una nota, non un ricordo veloce: una vera e propria orazione funebre . Solenne. Pomposa. Carica di retorica. Troppo perfetta per essere sincera. Perché in realtà è una parodia precisa e intelligente dell’orazione dedicata all’ammiraglio Angelo Emo , uno degli ultimi grandi simboli della Serenissima. Il meccanismo è semplice e geniale: lo stesso linguaggio usato per celebrare un eroe della Repubblica… applicato a un cane morto in un caffè. E lì succede qualcosa. La retorica si svuota. Le parole diventano maschera. E quello che doveva essere solenne… diventa quasi ridicolo. Non è solo ironia. ...