Perché Picasso è famoso? La sua arte sembra infantile.
Quando si osserva l'opera di Pablo Picasso, una delle critiche o delle perplessità più comuni da parte del pubblico meno esperto è quasi sempre la stessa: “Ma la sua arte sembra infantile!”.
Per superare questo pregiudizio e comprendere la reale grandezza del maestro spagnolo, è necessario fare un passo indietro, analizzando la sua straordinaria evoluzione tecnica e formale fin dalle origini.
I capolavori della giovinezza e il rigore accademico
Il primo celebre dipinto da considerare è Scienza e carità (1897), una monumentale scena d'interno di stampo squisitamente realista e accademico. Osservando la precisione del disegno, la resa dei tessuti, l'uso drammatico della luce e l'intensità dei volti, emerge spontanea una domanda: vi sembra un quadro “infantile”? Ovviamente no.
Scienza e carità (1897) * Luogo: Museu Picasso, Barcellona (Spagna)La cosa sorprendente, che lascia sbalorditi, è che Picasso dipinse quest'opera ad olio a soli 15 anni, dimostrando una padronanza tecnica veterana, capace di rivaleggiare con i grandi maestri del realismo ottocentesco.
Poco dopo, l'artista approda al celebre Periodo Blu, ben rappresentato dal capolavoro Il vecchio e il bambino (1903). In questa fase, la sua pittura si carica di una profonda e dolorosa drammaticità espressiva. Il monocromo blu, freddo e tagliente, diventa lo strumento per evocare malinconia, miseria e profonda solitudine solenne. Anche in questo caso, l'anatomia dei corpi e l'impianto compositivo testimoniano una sensibilità figurativa straordinaria, lontanissima da qualsiasi ingenuità o approssimazione.
Il vecchio e il bambino (o Vecchio ebreo con ragazzo, 1903) * Luogo: Museo Puškin delle belle arti, Mosca (Russia).
L'opera di rottura totale: Les Demoiselles d'Avignon (1907)
Impossibile comprendere appieno la nascita della successiva rivoluzione senza citare la tela che ha scosso le fondamenta dell'intera storia dell'arte moderna: Les Demoiselles d'Avignon. Quest'opera monumentale si colloca esattamente all'avvio del Cubismo formativo e segna il punto di non ritorno, in cui Picasso cancella secoli di tradizione pittorica.
Les Demoiselles d'Avignon (1907) * Luogo: MoMA (Museum of Modern Art), New York (Stati Uniti).
Analizzando l'opera, si notano tre elementi cardine:
La scomposizione dello spazio: I corpi delle cinque donne non sono modellati dal chiaroscuro, ma sono sezionati in piani spigolosi e taglienti. Lo spazio circostante perde ogni profondità e si fonde con le figure stesse, come se lo sfondo fosse fatto della medesima materia solida dei corpi.
La simultaneità prospettica: Nella figura seduta in basso a destra, Picasso dipinge il corpo di schiena ma ruota il volto in modo innaturale direttamente verso lo spettatore. Più punti di vista convivono nello stesso istante sulla superficie pittorica.
L'influenza dell'arte africana: I volti delle due figure di destra ricordano in modo esplicito le maschere rituali dell'Africa subsahariana, ammirate dal pittore a Parigi. Per Picasso, quelle maschere non erano "primitive", bensì rappresentavano un modo puro e potente di fare arte, basato sulla sintesi concettuale dell'idea e non sulla copia fotografica della natura.
La rivoluzione del Cubismo: oltre l'apparenza visiva
L'apparente "semplicità" o scomposizione delle forme a cui ci si riferisce nasce quindi da una grandissima e consapevole ricerca intellettuale, filosofica e visiva. Il movimento cubista si adoperò per scardinare la prospettiva geometrica rinascimentale, cercando di sovrapporre i vari piani della realtà su un unico livello bidimensionale.
All'interno del Cubismo si possono individuare tre fasi storiche ben distinte:
Cubismo formativo (1907-1909): In questa prima fase l'artista semplifica progressivamente le forme geometriche della natura, riducendole a puri volumi e solidi essenziali.
Cubismo analitico (1909-1912): Rappresenta la fase più estrema e complessa (nonché la mia preferita). Il soggetto viene analizzato e raffigurato guardandolo contemporaneamente da diversi punti di vista, anziché da uno solo. Le forme geometriche vengono letteralmente scomposte nelle loro parti costitutive e ricomposte sulla tela. Questo processo rende i soggetti quasi indecifrabili all'apparenza, introducendo nell'arte il concetto rivoluzionario di "quarto tempo" o quarta dimensione, generato dalla simultaneità temporale delle immagini.
Cubismo sintetico (1912-1915): In questo terzo momento si assiste a una parziale ricomposizione delle forme precedentemente frantumate, inserendo piani larghi, nitidi e fortemente colorati. Viene introdotta la tecnica innovativa del collage polimaterico, utilizzando elementi reali come ritagli di giornale, cartoni, spartiti e tele cerate. Non vi è alcuno scopo narrativo: i soggetti quotidiani vengono ripetuti più volte come pretesti puramente formali.
"A dodici anni dipingevo come Raffaello, però ho impiegato tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino." — Pablo Picasso
La vera grandezza di Picasso risiede proprio in questo paradosso: nell'aver prima dominato in modo impeccabile le regole ferree dell'arte classica, per poi avere il genio e il coraggio di distruggerle completamente, regalando al Novecento un linguaggio visivo totalmente nuovo e libero.



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